martedì 9 febbraio 2010

STAR MATERIAL


Anche oggi ho aggiunto un tassello al mio percorso formativo.

Ieri un passo verso la consapevolezza emotiva. Un terremoto dentro. La lava emotiva che esce dalle crepe nella crosta della mia “persona”.

Oggi ho cantato come mai ho fatto prima. Meglio: oggi, per la prima volta, ho Cantato. Oggi ha emesso delle note senza alcuno sforzo, come mai prima.

La crescita umana va di pari passo con quella emotiva ed artistica.

Il viaggio, insomma, sta dando i suoi frutti.

Quello che un po’ mi intimorisce è il mio guardare un po’ troppo spesso al mio ritorno a Roma. Alla mia vita da civile. Al mio posto sicuro.
Mi intimorisce perché qui tutto è arte: sono circondato da persone di talento. Ci sono infinite risorse per vivere una vita artistica a pieno titolo. Anche solo da spettatore. O da cameriere.

A casa invece sono circondato da persone straordinarie (beh, quasi tutte), ma imprigionate e vittime del loro essere civile. Lo spazio ed il supporto per l’arte è nullo. E quindi diventa subito più facile, comodo, immediato lasciar perdere tutto. Annullare gli sforzi e vivere semplicemente da civile. Dimenticando l’Artista. Relegandolo di nuovo in fondo ad un armadio troppo buio e troppo stretto perché ci si possa sentire a suo agio.
E quindi riportarmi alla mia ormai fin troppo rodata, ma in fondo così calda, sicura e comoda vita di rimpianti e frustrazioni.

Ora sono uscito dal mio posto sicuro, ma ancora troppo poco esperto e consapevole per potermi sentire tranquillo in questa nuova veste. Addosso ho questi nuovi panni. I panni dell’Artista. Di uno che hai la stoffa per potercela fare. Panni che, com’è giusto che sia, mi calzano a pennello.

Questa settimana ancora posso concedermi il lusso dell’arte che viene pompata dall’esterno. Dopodiché sta a me.
Devo finalmente crescere, rafforzarmi e consolidarmi nella consapevolezza che niente viene dall’esterno ma dipende tutto da me.
Devo seriamente prendere un impegno con me stesso e portarlo avanti.

E ancora una volta temo il mio sabotaggio: quante volte mi sono detto queste stesse cose. Fatto le stesse promesse. Che poi si sono perse nel vento.
Bene, allora adesso mi concentro ad esercitare le ali, a rafforzarle, adesso che ancora sono vicino al nido, in modo da poter intraprendere il volo con un po’ meno timori quando sarò così lontano dal mio nuovo posto sicuro.

venerdì 5 febbraio 2010

TOH GUARDA CHI SI RIVEDE!


Ve li ricordate madre e figlio incontrati sul volo FCO - JFK? Quelli seduti nella fila a fianco la mia? Quelli che ho definito l'esemplificazione dell'italico conflitto edipico irrisolto?

Beh, indovinate un po'... Ieri, mentre aspettavo l'inizio della lezione al Black Nexxus, me li vedo entrare... Non avevo dubbi che ci saremmo rivisti e nemmeno che avessero a che fare con l'arte.

Scopro che sono venuti a trovare il figlio/fratello maggiore che da 6 mesi a NYC studia recitazione al B.N.

E non si sono limitati al ruolo di uditori, hanno pure partecipato alla lezione.

Raga' non potete capire la fatica che ho fatto. Io che tanto parlo di complesso edipico irrisolto mi sono trovato una madre in carne ed ossa lì di fronte, disposta a mettersi in gioco e a mettersi a nudo, non tanto davanti a 10 sconosciuti, quanto di fronte ai propri due figli. I quali hanno fatto lo stesso.

E io? Beh, vi dico solo che ieri sono svenuto sul letto alle 8 di sera e mi sono alzato un'oretta fa (12 ore di sonno filate - vi risparmio gli annosi calcoli legati al fuso) e ho tutti i dolori del mondo.

Il gioco qui si fa sempre più duro e le poste diventano sempre più alte.
E io non voglio tirarmi indietro: che meraviglia!

mercoledì 3 febbraio 2010

I TOMBINI DI NYC...


...fumano davvero!

Questo è un doveroso atto di irngraziamento a QuestionMark e SofficeArdenga per il loro supporto e la loro pazienza nei miei momenti di scoramento.

D'altra parte per chi vive con la costante aspettativa che accada tutto e subito, non può che essere una inevitabile conseguenza.

Mi sto adattando alla città, e questo mi piace. Ho delle cose da fare, e anche questo mi piace. Continuo il lavoro su me stesso e sull'artista in me, e questo mi piace ancora di più!

E' anche abbastanza comprensibile che maggiore è la posta in gioco, maggiori sono le ansie ed i timori. Ma certo io non mi so proprio regolare.

Ora però, posso dirmi abbastanza tranquillo: grazie anche al mio nuovo telefono 4band perché la simpatica sig.na Vodafone mi ha fatto questo scherzetto. Eh già, signori miei, state tutti attenti voi abbonati "Tutto intorno a me" che negli USA le schede di questo fantastico operatore funzionano solo con i cellulari 4band, non si accontentano di banalissimi 3band... Grazie VDFN!

Avevo proprio bisogno di spendere un ammontare così elevato per calmare la mia ansia.

Ma dico: non ti puoi accontentare di un banalissimo 3band come tutti gli altri?!

E ora schizzo a prepararmi per il musical di stasera: CHICAGO!

domenica 31 gennaio 2010

PRONTI, PARTENZA: VIA!


Ed alla fine, o meglio all’inizio, eccomi qua a bordo del volo AZ7614 con destinazione JFK.

Vi risparmio i patè d’animo della serata di ieri, i deliranti sogni di castratore e distruzione che hanno caratterizzato la mia notte, ed il terrore di arrivare in ritardo questa mattina, ovviamente ben supportato dalla classica auto in doppia file che blocca il passaggio del tram, per fortuna a pochi passi da Termini.
Ovviamente, appena metto piede in stazione: DLIN DLON: “Treno regionale 654399014327780444 per Fiumicino Aeroporto è in partenza dal binario 25” che, per facilitare la vita a tutti i viaggiatori leggeri come me (16 valigie, 12 biuti cheis, 47 cappelliere e 25 bagagli a mano), si trova a circa 12 km dall’ingresso alla Stazione.

Sciorinando un rosario di santiemadonne, con passo spedito mi trascino fino al binario, in tempo per timbrare il biglietto (che stavolta ho comprato un giorno prima, memore del treno perso a settembre causa chiusura biglietterie…) e mi accomodo.

Ovviamente i 20 mins scarsi di viaggio su questo regionale (il più lento della storia) sembrano durare almeno il quadruplo.

Arrivo infime a FCO, mi shuttlo al Terminal 5 e, a tempo di record: faccio sicurezza 1, checkin, sicurezza 2… beh… tutto qui?!

Quasi quasi passo dalle El Al e gli chiedo se mi sottopongono nuovamente ai 40 mins di interrogatorio, così, giusto perché mi avanza un po’ di tempo…

Arrivato al Gate mi resta il tempo per fare una chiamata a casa e scoprire che, oltre ad una abbondante nevicata notturna, mio padre non era stato messo al corrente del mio viaggio… vabbè…

A bordo sono fantasticamente seduto fila destra, 2 posti, corridoio, senza nessuno a fianco: WOW!

Peccato che nella fila centrale al mio fianco c’è la peggior rappresentanza dell’irrisolto complesso edipico italico: mamma (giovane 50enne) e figlio (tardo 20enne) che viaggiano insieme. Fin qui nulla di male, ovviamente. Il lato drammatico inizia poco dopo l’esserci accomodati: pare che il giovane non abbia mai preso un aereo o, quantomeno, abbia paura di volare, e la mamma tenta di dargli forza e coraggio. Certo, però, le modalità sono quelle riservate ad bimbo di circa 7 anni, piuttosto che ad un baldo (e piuttosto carino) quasi 30enne…
Ah queste povere mamme… o questi poveri figli?!

PS: ma dove sono finite le hostess e gli stewards di una volta?
Descrizione della mia cabin crew:
età media: 68
altezza media: 1.35
peso medio: 84

SIGH…

sabato 30 gennaio 2010

AH, I GIOVINI D’OGGI!


Anche qui faccio riferimento ad un mio vecchio post: ve lo ricordate il vicino del piano di sopra? Il ragazzetto che in occasione della diatriba col dirimpettaio pensò bene di prendere le mie difese… beh, oddio… vabbè, quello che mi suggerì di chiedere scusa al di cui sopra losco individuo.

Bene, dopo quasi un anno in cui ben poche sono state le occasioni di incontro, oggi lo ritrovo sul tram.

Si attacca bottone e si chiacchiera del più e del meno, degli studi, del lavoro, della casa.

E poi, così, dal nulla, nel silenzio generale: “Ma tu sei fidanzato?”.

Potete immaginare quanto il mio sopracciglio possa essersi alzato, tramortito da tanta spavalderia e schiettezza.
E,ancor più sconvolgente, ne è seguita una sua pseudo-confessione sul suo attuale rapporto in cui pare essere il terzo della coppia. Ovviamente omo.

Ma dove sono finiti quei ragazzi per bene, timorati diddio, che portano rispetto per gli anziani e tentano un approccio molto più educato e rispettoso, rispetto a questi barbari che ti sbattono tutto in faccia, senza nemmeno chiedere permesso?

E già: sto proprio diventando vecchio.

mercoledì 27 gennaio 2010

DOV'E' FINITA LA MEMORIA?


Niente cerimonie ufficiali in Italia, per nessuna delle categorie di persone deportarte, torturate ed uccise dalla follia e dalla paura e dall'ignoranza del nazi-fascismo.

Questo silenzio mi spaventa: dov'è finita la memoria?

Per chi sta a Roma, io sarò qui.

martedì 26 gennaio 2010

NEVER DOUBT YOURSELF


Più si avvicina la partenza e maggiore è il mio tasso di irrequietezza.

La notte dormo male, il sonno agitato, i sogni assolutamente articolati, complessi, ansiogeni.
Di giorno non faccio altro che rinchiudermi nella calda, nota e consolatoria autocommiserazione: quanto sono merda io rispetto al resto del mondo.
Tutti così vincenti, felici, belli, ricchi, di successo, amati, innamorati.

Io non ho nulla di tutto questo: solo un lavoro di merda, un talento mal impiegato e sottoutilizzato, paura di vivere, di essere, di amare.

Cerco di ripetermi che non è il mio momento, che devo aspettare, avere pazienza: arriverà anche il mio momento per raccogliere i frutti di quanto seminato.
Ma in queste giornate così grigie e piovose (fuori e dentro) non riesco proprio a vedere niente se non il mio fallimento, la mia immobilità, il mio essere perdente.

E ripongo tutte le mie speranze in questo viaggio, manco fosse il pellegrinaggio all’Oracolo di Delfi per avere il suo responso sul mio futuro ed il resto della mia vita.
E com’è ovvio: maggiori le aspettative, maggiori le ansie, maggiori i timori, maggiori le paure.

E alla fine, come sempre, sono gli amici che arrivano con il loro raggio di sole a scaldare un po’ il cuore.
A lanciare una corda per tirarci fuori dalle sabbie mobili: così immobilizzanti ma così note, calde, avvolgenti.

Grazie Simo!